Storia dell’animazione turistica

Ripercorri con noi la storia dell’animazione, troverai informazioni sorprendenti e spunti per intravvedere il futuro di questa straordinaria professione.

Gli inizi: 1950

Il primo villaggio venne costruito ad Alcuida nelle Baleari nel 1950

In verità, già in precedenza erano stati costruiti villaggi vacanze ma dai partiti politici affinché in essi si approfondisse l’identità ideologica necessaria per il consenso governativo. La novità del villaggio costruito nelle Baleari consiste nel rappresentare il punto di partenza dal quale il nuovo scenario turistico si evolve. Esso costituiva, in tal senso, la prima proposta di investimento del tempo libero in maniera “apolitica”: il suo intento non era né la “promozione di ideali politici” né la “fabbricazione di consenso” , ma soltanto “evadere la realtà”, in maniera legale e naturale.

Non si trattava di una struttura ricettiva che proponeva ai propri ospiti i comfort dei quali oggi siamo abituati a vedere o a chiedere, ma di una struttura artigianale, le cui stanze erano costituite da tende militari e la cucina, e ove la mancanza di un cuoco doveva essere sopperita dai vari avventori che si adopravano nella preparazione delle pietanze. Le attività sportive e le escursioni caratterizzarono i primi programmi d’animazione. Fino al 1957, data in cui si registrano grossi finanziamenti mirati all’acquisizione di costose attrezzature sportive, Blitz ed i suoi “Gentili membri” – nome adottato per indicare i soci del club impegnavano le loro giornate praticando semplici sport acquatici ed avventurose escursioni. Le serate erano trascorse in maniera molto semplice, informale ed improvvisata. Tutti erano protagonisti: insieme si osservava il cielo commentando le stelle; i più simpatici raccontavano le ultime barzellette; si accendevano falò e si suonava la chitarra, preparandosi all’escursione o all’immersione del giorno dopo, uniche e vere attività ufficiali della vacanza.

Alla fine degli anni Cinquanta, quando il fenomeno Club Mediterranée, presente in più di un continente, contava già migliaia di G.M. (soci) ed era imitato nella sua particolare formula, s’introducevano sport quali lo sci nautico, si acquistavano i primi cavalli, si alzavano le prime reti per giocare a tennis. Veniva, insomma, lentamente formulato un vero e proprio programma ufficiale che poteva essere svolto solo grazie alla costante presenza ed all’organizzazione di una equipe di animatori G.O. (Gentili Organizzatori).

Gli anni ’60

Negli anni Sessanta, la formula club conquistava una grossa fetta di vacanzieri e finiva per essere imitata da Tour Operator che iniziavano numerosi ad incrementare l’offerta di vacanze turistiche “tutto compreso”. La fortunata espressione si affermò facilmente sul giovane e fertile mercato turistico: si recepì che il fenomeno doveva essere ritoccato per assorbire la grossa fetta delle famiglie che ancora restavano escluse. Queste ultime, infatti, non potevano optare per questa nuova formula a causa di due motivi fondamentali:

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L’eccessivo costo che, seppur relativo per i single, moltiplicato per i componenti di un nucleo familiare, avrebbe pesato troppo sul bilancio della stessa

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La scelta della formula club sarebbe stata interessante anche per le famiglie solo concedendo loro la possibilità di partecipare alle attività proposte ed organizzate all’interno della struttura. Ma questa possibilità era alquanto difficile per coloro che si recavano in vacanza con dei bambini da accudire, che avrebbero assorbito gran parte del tempo (lasciando solo una minima parte da dedicare alle attività proposte nella struttura). Diversamente, per non precludersi la partecipazione alle attività, avrebbero dovuto finanziare le vacanze ad una baby sitter (aggravando ulteriormente il bilancio familiare)

Così, per rendere la permanenza nei villaggi vacanza economicamente più accessibile per le famiglie e per potersi accaparrare una buona fetta di mercato turistico, s’iniziò a pensare, oltre alla consueta proposta di nuove destinazioni o sport esclusivi, di inserire nelle liste del programma di animazione, la voce che segnò la svolta commerciale della formula club e che diventò così famosa e richiesta da essere considerata tra le più importanti nell’ambito delle attività di animazione: il Mini club. Con il Mini Club, i genitori poterono praticare le attività previste dal programma d’animazione, demandando agli animatori il compito di organizzare le attività ludiche dei bambini.

Una altra di quelle che riteniamo le colonne portanti della struttura organizzativa di un villaggio vacanze, è la serata organizzata. Nei primi villaggi, le serate non erano eccessivamente tenute in considerazione, non rappresentavano, cioè, il punto di forza del servizio d’animazione. Inizialmente, infatti, le serate erano del tutto improvvisate. Esse, infatti, si trascorrevano guardando le stelle, raccontando barzellette e suonando la chitarra.

Dagli anni ’80 in poi

Con il passare del tempo, ci si rese conto che se non si lasciava al caso il trascorrere di una serata, le conseguenze erano molto interessanti, sia per il consolidamento del gruppo degli ospiti, che, soprattutto, per un introito economico per la struttura. Ad esempio, l’organizzazione della serata all’interno del villaggio avrebbe comportato per gli ospiti il permanere all’interno della struttura per tutta l’arco serale, anziché concluderla in strutture esterne (pub, bar, ecc.), con la conseguente spesa di denaro in eventuali consumazioni che rappresentano introiti aggiuntivi per il villaggio.

S’inizia quindi a programmare i primi spettacoli non impegnativi, divertenti e che spesso prevedevano il coinvolgimento degli ospiti come attori principali. Visto il grande successo delle prime serate, s’iniziano ad affinare le successive, a programmarle ad hoc, ad inventarle per le diverse occasioni, sino, addirittura, a strutturarle a seconda del giorno della settimana.

L’elemento che rendevaunica ed esclusiva la permanenza all’interno di un villaggio vacanza, era rappresentato dalleescursioni, le quali non sono altro che una sorta di gita caratterizzata dalle bellezze naturali che il luogo propone. L’escursione era il momento caratterizzante della vacanza, in quanto in essa consisteva la peculiarità del servizio offerto da parte della struttura, il motivo d’interesse da parte degli ospiti, e in quanto la sua organizzazione era curata da un animatore accompagnatore. Rappresentava, quindi, una particolarità del servizio offerto in quanto, con essa era possibile per la struttura ricettiva proporsi sul mercato come esclusivista di una specifica ed inimitabile avventura. Un motivo d’interesse che incideva sulla scelta del luogo ove trascorrere le vacanze. Purtroppo un lento processo di appiattimento ha affiancato lo sviluppo del modello. Copiandone i “Canoni organizzativi”e non le motivazioni che ne stavano alla base si è creata una omologazione della vacanza/animazione che oramai ha raggiunto limiti forse insopportabili: essere alle Maldive o in Sardegna e partecipare ed assistere alle medesime attività porta ad un effetto straniamento che forse ha aiutato il prodotto all’inizio ma ora lo sta’ strozzando.

Tornare alle peculiarità del territorio e alla “eccezionalità” dell’evento possono contribuire a salvare questo prodotto.

Matteo Forleo



Le immagini di questa pagina si riferiscono al Paro Festival, scopri di più su questa straordinaria festa.

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